Non pago degli attacchi lanciati nella serata di martedì durante l’incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Donald Trump ha aperto la seconda giornata del vertice NATO di Ankara con un nuovo duro attacco agli alleati europei, prendendo di mira questa volta la Spagna e nuovamente la Danimarca per la disputa sulla Groenlandia.
Parlando nel doorstep accanto al segretario generale dell’Alleanza atlantica Mark Rutte, il presidente statunitense ha dichiarato di aver ordinato al segretario al Tesoro Scott Bessent di interrompere i rapporti commerciali con Madrid, definendo la Spagna un “terribile partner” all’interno della NATO. Trump ha chiaramente affermato di non voler “fare affari” con il Paese, accusato da Washington di non contribuire abbastanza agli obiettivi di spesa militare dell’Alleanza. L’ipotesi di una sospensione generalizzata dei rapporti commerciali tra due Paesi membri dell’Alleanza atlantica non ha precedenti nella storia recente del Patto.
Le dichiarazioni hanno immediatamente messo in secondo piano l’obiettivo formale del vertice, che gli alleati europei puntavano a presentare come un momento di unità, rafforzamento della deterrenza e sostegno all’Ucraina.
La Spagna ha replicato alle dichiarazioni di Trump, con l’ufficio della presidenza del governo spagnolo che ha ricordato che Madrid ha dei rapporti eccellenti con gli Stati Uniti e non vuole che cambino. La Moncloa precisa che Madrid ha “un ottimo rapporto sociale, culturale ed economico” con gli USA. “E non è nostra intenzione che cambi”, si legge ancora nella nota.
Sulle esternazioni di Trump si è espressa anche la Commissione europea. Rispondendo alle domande dei giornalisti, il viceportavoce capo dell’esecutivo comunitario e responsabile per il Commercio, Olof Gill, ha ricordato che Bruxelles e Washington hanno firmato l’estate scorsa “una dichiarazione congiunta” e “ci aspettiamo che gli Stati Uniti rispettino gli impegni assunti in tale dichiarazione, così come noi abbiamo rispettato i nostri”.
Gill ha ribadito che la Commissione £garantirà sempre la piena tutela degli interessi dell’Unione europea e di tutti i nostri Stati membri”, ribandendo che l’UE continuerà “a promuovere un commercio transatlantico stabile, prevedibile e reciprocamente vantaggioso per il bene di tutti”. Come indicato da Gill, “gli scambi commerciali tra l’Unione europea e gli Stati Uniti sono profondamente integrati e reciprocamente vantaggiosi”. Pertanto, ha aggiunto, “è nel nostro reciproco interesse salvaguardare questa relazione”, soprattutto di fronte agli attuali rivolgimenti globali.
L’uscita contro Madrid si inserisce in una linea più ampia di pressione americana sugli alleati che non raggiungono o non intendono raggiungere rapidamente i nuovi obiettivi di spesa fissati dalla NATO, dopo l’impegno assunto all’Aia di portare gli investimenti in difesa e sicurezza al 5 per cento del Pil entro il 2035.
La Spagna non è stata però l’unico bersaglio del presidente statunitense. Alla vigilia della riunione dei leader, Trump aveva rilanciato gli attacchi contro Italia, Germania e Regno Unito e riaperto le rivendicazioni sulla Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca. “Dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, non dalla Danimarca”, ha detto Trump ai giornalisti durante un incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. La premier danese Mette Frederiksen ha replicato che gli alleati devono rispettare la sovranità del Regno di Danimarca e che la Groenlandia “non è in vendita”.
Il dossier groenlandese ha riaperto una frattura interna all’Alleanza, perché riguarda direttamente due Paesi membri della NATO, Stati Uniti e Danimarca, e tocca un’area strategica come l’Artico. La premier Frederiksen ha ribadito che Copenaghen è pronta a difendere la Groenlandia come parte del territorio dell’Alleanza, mentre altri alleati hanno cercato di riportare l’attenzione sulla Russia e sulla sicurezza europea.
In questo clima, Rutte ha scelto una linea di contenimento politico nei confronti di Trump, attribuendo al presidente americano un ruolo decisivo nel riequilibrio della spesa militare tra le due sponde dell’Atlantico, affermando che l’aumento della spesa da parte degli alleati europei e del Canada è dovuto alla minaccia russa e alla guerra in Ucraina, ma anche al fatto che Trump è stato “estremamente energico” nel sollecitare gli alleati a fare di più.
Rutte ha sostenuto che Trump potrebbe essere considerato il primo presidente americano dai tempi di Dwight Eisenhower ad aver portato gli europei e i canadesi verso una situazione in cui spenderanno quanto gli Stati Uniti per la difesa. “Questa equalizzazione era un desiderio da 50 o 60 anni e ora sta accadendo”, ha detto il segretario generale, attribuendone “in larga parte” il merito alla leadership di Trump.

